Thoughts on taxi driver – The city as a character. New York 1976

Dirty filthy city filled with people disregarding anything but themselves and the little lives that they’re living.

Sense of cold, arid place that animates lonely diners being served preheated junk food to a body that hasn’t known nothing else for his entire life.

That city breathes, very heavily, like she’s sick, very sick. The art is hidden in the nothingness that surrounds you. You must have a wild imagination. Not for self-entertainment but for survival.

Good souls come and go but there is still hope in the eyes of people. There is service in the voice of their leaders. There is already death inside the ones who die.

Consequentiality at it’s finest happens in times of war, interior or exterior.

Getting around and enjoying the town seems like an act of rebellion against the grey existence of the people that are looking at you from the other side of the road.

It’s no city of kindness.

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I’m just waiting for a friend…

Merry Christmas!!

Siamo arrivati alla fine dei 2 anni del visto.

O forse no.

Si perche’ ho presentato 2 settimane la domanda per il visto sponsor, il che vuol dire che ora sono in sospeso finche’ non mi fanno sapere cosa ne sara’ di me.

Anche se gia’ questo dovrebbe farmi fare i salti di gioia, non e’ cosi. Sono semplicemente stanco e privo di qualsiasi energia mentale, risultato di un’ anno passato col piede sull’ acceleratore.

Ora e’ tempo di accostare e dare un’ occhiata al paesaggio attorno lasciandosi invadere dal respiro dell’ oceano.

God knows if I need a vacation

It’s a Long Way to the Top

Questo ero io un’ anno fa.

Lo so’ non scrivo mai su questo su questo blog piu’ frequentemente di ogni 3-4 mesi, ma purtroppo la cosaa non cambiera’ tanto presto visto che il tempo che ho disposizione diventa sempre minore.

Mi sono riguardato la mia intervista con Aldo Mencaraglia, ripensando a tutto quello che e’ cambiato in un anno e cosa non lo e’ affatto.

Incredibile ma vero sono ancora a Brisbane.

Quello che dovevano essere 3 mesi sono diventati gia’ un anno.

Dall’ ultima volta non ho trovato un nuovo lavoro ne ho trovati 3. Tutti con startup di cui sono founder o considerato tale. Traduzione: mi faccio un mazzo cosi’ per tutto il tempo che non dormo e non prendo un euro. Almeno per il momento.

Sicuramente sto imparando tanto come mai in vita mia e soprattutto un sacco di cose fuori dal mero ambito della programmazione dove almeno 4 cavolate le so’ fare. E questo ti cambia decisamente e nel profondo.

Scrivere la tua storia e’ sempre una montagna insormontabile, che lo rimane finche’ non la cominci a scalare e scopri che stranamente un via c’e’ e ancora piu’ sorprendemente hai una possibilita’.

Come al solito ho mille cose per la testa, ma adesso ho decisamente 0 tempo per procrastinare.

Non ho nemmeno idea di come riusciro’ a rimediare la famigerata sponsorship, ma va’ bene cosi’. Imparare a funzionare sotto pressione e cambiare direzione in velocita’ sono nella ToDo List. Con altri 400 task.

A Founder’s Journey. [cit.]

Devo ricordarmi di scrivere ad Aldo prima o poi.

The CTO Path

Ne sono successe di cose in questi ultimi mesi…

La piu degna di nota sicuramente e il fatto che sono diventato un founder e CTO di una startup.

Si, sono uno di quei pazzi che vogliono fare gli imprenditori e lavorare sere e weekend su qualcosa su cui devi avere la piena fiducia ma non hai la minima idea se sopravvivera 5 minuti o 5 anni quando sara messa in produzione.

Nota a margine, la mia azienda mi ha confermato che non mi sponsorizzera e quindi un’ altra battaglia che mi aspetta all’ orizzonte sara’ decidere come impiegare il resto dell’ anno per raggiungere il mio obiettivo primario che resta quello di trovare un modo per rimanere in Australia.

Non sara’ affatto facile e dipendera’  un sacco da una botta di culo o da una scelta sbagliata, che e’ quello che senti quando sei nella mia attuale posizione.

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Back to my hometown

Solo qualche giorno in patria per salutare tutti e prepararsi ad un 2015 ancora più strepitoso.image

Quest’anno è stato qualcosa di semplicemente straordinario ed intenso e ho fiducia che anche il prossimo lo sarà altrettanto.

Buen 2015 y todos!!

Ché la diritta via era smarrita…

So,
dopo quasi 2 mesi a Brisbane forse è il caso di fare il punto della situazione.

Per un mese e mezzo è stata più o meno la stessa solfa, ogni giorno è consistito nel partecipare massivamente (8 ore al giorno) al corso per sviluppare App Android che ho trovato su Udacity (very good se chiedete a me).

La ricerca lavoro è stata un encefalogramma piatto come temo molti altri nella stessa situazione possono testimoniare, in quanto dopo qualche centinaio di resume inviati il totale di interview ottenute è stato pari a 1 (per un internship per cui avrei dovuto pagare fra l’ altro) .

Devo dire che stavo veramente cominciando a pensare seriamente al trasferimento a Melbourne, contando anche il fatto che i fondi accumulati in farm erano già più che dimezzati.

Quello che è successo però, mi ha fatto capire il perché c’è tutta stà gente su LinkedIn (solo perchè si concentrano in particolare lì) che scrive poemi sui modi alternativi di trovare lavoro, networking a minchiate del genere.

In pratica ho trovato un internship (e adesso un lavoro) grazie ad un commento su LinkedIn.

Me ne stavo bello spaparanzato a leggermi di startup e altri prodi messeri, quand’è che lessi un commento “de quella der Marketing”  di questa startup a Brisbane. Una startup a Brisbane???!! Ma come? Qua pensano solo al prossimo State of Origin (explanation).

Inviai  dunque la missiva per “Software Development Internship” l’ 11 di agosto e ricevetti risposta invero che il 17 di settembre (mannaggia)!

Interview in un bar (italiano pure) il giorno dopo, cominciato il giorno dopo ancora.

E dopo 2 settimane di 8:30-20/21 (altro che 9-to-5), Martedì (perché Lunedì è public holiday) comincio Full-Time.

Photographic proof for non-believers

Photographic proof for non-believers

Contando che l’ internship doveva durare un mese non è male.

Diciamo che mi era venuto qualche dubbio quando il 3° giorno il capo mi lancia qualche commento del tipo “Cosa vorresti fare dopo l’ internship?” oppure “Credo che potresti essere un buon fit per l’ azienda“.

Quindi, per riassumere, in un colpo solo ho trovato il lavoro che volevo (non il primo che capitava), nell’ ambiente che volevo (una startup era esattamente quello che stavo cercando), e che possibilmente mi potrà condurre ad una sponsorship tra qualche mese.

Com’è che si traduceva overwhelming?

Manu’s Out.

Made with ❤ for Tappr.

Trying to do something meaningful

Dunque,

il viaggio su per la Costa Est è finito una settimana e da allora sono a Brisbane.

Qui l’ idea è trovarmi un lavoro nell’ IT per mettermi un pò di soldini da parte (fortunatamente ne ho a sufficienza per mantenermi) e poter metter a referto sul resumé un’ esperienza australiana da poter spendere il prossimo anno.

Finora la  ricerca è stata vana, però ecco qua c’è già una grande differenza sostanziale con l’ Italia: tutti quanti hanno avuto la decenza di mandarmi una mail (nella maggior parte dei casi in risposta automatica, ma và bene lo stesso) anche se non mi avevano selezionato e se non lo facevano era chiaramente scritto sull’ annuncio che avrebbero ricevuto una risposta solo le persone selezionate. Le piccole cose sapete…

In ogni caso ho già trovato una stanza dove stare e praticamente siamo una rappresentanza delle Nazioni Unite: un indiano, un francese, un indonesiano, un cinese e uno da timor est. Tutti studenti.image

Il posto è fantastico, CBD, 12° piano, vicino a tutto e contando che pago 160 a settimana direi che è stato un affarone.

Speriamo che in un futuro molto prossimo arrivi almeno una richiesta per un colloquio, nel frattempo ho da studiare finché voglio, stavo pensando anche il prossimo mese di fare l’ IELTS, quindi non me ne rimango con le mani in mano; ah la torre (si vivo in un grattacielo da 30 piani) ha pure una palestra e una piscina quindi non più scuse per rimettermi in sesto.

Alla prossima puntata per i… CAPITOLI PRECEDENTI.

Manu’s Out.

1st Round Over

That’s right, mates!

La prima tappa del mio viaggio nella terra di Oz è giunto al termine, visto che ho finalmente terminato il regional e ho ricevuto la conferma del visto per il secondo anno.

Ora mi stò prendendo un mesetto di pausa ad Adelaide prima di cominciare a viaggiare su per la East Coast.

Nel frattempo un recap: vi avevo lasciato che ero ancora a Simpson in dairy farm.

Dunque dopo aver resistito 3 settimane arrivando alla soglia della pazzia mi hanno licenziato con mia grande gioia, dopodichè ho avuto la geniale idea di andare in un’ altra dairy farm sempre in Victoria a Grassmere vicino a Warrnambool. Qui le cose sono andate sicuramente meglio essendo una famiglia e non una società, però sono comunque durato 2 settimane dato che sono arrivato proprio nel periodo che la moglie del capo era incinta del terzo figlio e quindi non ero abbastanza autonomo perchè potessero dedicare il loro tempo ad altre questioni.

In realtà qui la stronzata l’ ho fatta io perchè ho voluto s10457921_10203179172672107_1074480481255769956_ncegliere in fretta senza aspettare altre offerte dopo la prima dairy: lavorare in questo tipo di farm è veramente difficile credete a me.

Comunque ho imparato la lezione e ho quindi mi sono spostato in South Australia dove ho trovato lavoro in una crop farm (cereali) a Mudamuckla (l’ unica strada asfaltata era la highway per andare a Perth per capirci) per la semina dove ho guidato per 3 settimane un bel bestione di trattore (550 HP) seminando circa 210 ettari al giorno.

Devo dire che 12 ore al giorno sono state lunghe ma d’ altra parte mi è piaciuto un sacco fare un lavoro del genere con la mia calma senza pressioni.

 

Dunque, dopo aver seminato 8800 ettari (insieme al mio collega del turno di notte) ho preso e sono ritornato alla civiltà passando tutta la costa della Eyre Peninsula,10348949_10203179232793610_4609811581176013436_o sono passato in Clare Valley giusto per bere un pò di ottimo vino e poi sono arrivato ad Adelaide dove mi sono sistemato in una shared house (con l’ ostello avrei speso un fracco in più) con altre 3 persone di cui un bancario con un business nella musica (che sarebbe il padrone di casa), una dottoressa di origini cinesi che è semplicemente fuori come un balcone ma in senso buono e una “backpacker” inglese che è stata qua ad  Adelaide da quando è arrivata è adesso si è svegliata a prendersi un lavoro per il second year visa.

Piccola digressione: ecco questo credo sia il classico di backpacker femmina (ma anche maschio in molti casi) che viene in Australia; rimane tutto l’ arco dell’ anno nella metropoli che ha scelto facendo lavoretti casual aspettandosi che il lavoro che desidera caschi dal cielo come tutti quanti gli hanno detto (“in Australia trovi lavoro appena scendi dall’ aereo”), poi verso la fine dell’ anno si sveglia e si ricorda che se vuole rimanere un’ altro anno si deve trovare un lavoro regional (in questo perlomeno la mia roomie si è fatta un pochino furba visto che tutto il South Australia è valido per intero) e finisce a fare fruit picking riuscendo nella maggior parte dei casi a mantenersi a malapena. Segni distintivi della persona qui descritta: è venuto qui in Australia perchè è di moda o perchè è disperata perchè non trova lavoro nella nazione di provenienza e si lamenta costantemente.

Ritornando al sottoscritto, alla fine del mese mi metterò in marcia alla volta della East Coast, visto che devo aspettare un mio amico che deve finire il lavoro in Clare Valley dopodichè Queensland aspettami che stò arrivando!

Manu’s Out.