No Worries

Credo che un Aussie dica questa frase qualcosa come 100 o 200 volte al giorno.

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah si, Ancora prima di partire per Darlington Point (lo sò sono passati 2 mesi ma tenete conto che o non avevo rete o non avevo tempo).

Bè senza dubbio questi 2 mesi sono passati in fretta ma le cose successe sono tante; ma andiamo con ordine:

  1. Darlington Point: cittadina di 400 abitanti in mezzo ad un ex-deserto. Ci sono arrivato dopo un’ intera giornata di viaggio tra treno e bus e sono stato accolto dal capo come il figliol prodigo.
    Parentesi su Bruce (il capo) non credo di aver mai incontrato un capo tanto buono e nonostante i 74 anni è ancora una locomotiva.
    Caldo abbastanza soprattutto le prime 2 settimane ma dopo si stava piuttosto bene.
    In pratica si trattava di una farm che coltiva pomodori, prugne e peperoni e noi eravamo li per la raccolta delle prugne, per cui c’ era anche una fabbrica annessa (dove ho lavorato tutto il tempo) dove venivano essiccate per poi essere spedite alla Sunsweet in California.
    La combriccola era composta da 4 tedeschi, 1 canadese, 1 inglese, 3 olandesi ed io.
    A parte la ricezione per cui dovevo praticamente giocare a Twister posso dire che è stato un mese fantastico anche se ho sperimentato per la prima volta 20 giorni consecutivi di lavoro.
    Mi sono pure comprato John (è un van non uno schiavo) con cui ho cominciato a scorrazzare in libertà.
  2. Simpson: per arrivare qui dobbiamo cominciare dall’ ultima settimana in NSW: grazie al carissimo crucco che m’ha venduto Johnnie bello ho avuto la mail del manager di una dairy (latteria) a cui ho scritto tipo 10-12 giorni prima di finire.
    Con precisione svizzera codesto uomo che viene volgarmente chiamato Luis mi rispose 3 giorni prima di finire e mi conferma la mattina dell’ ultimo giorno. Un giorno di viaggio.
    E qui l’ accoglienza è un tantino diversa: io mi dimentico di chiamarlo perchè troppo stanco, lui si dimentica di me quindi arrivo (con la pioggia) e non sò dove andare. Fà niente mi viene a prendere uno dei ragazzi.
    E da qui (bisogna mettere un Requiem in sottofondo) è cominciato un’ incubo: ho lavorato qualcosa come 200 ore in 15 giorni (dormendo tra le 6-7 ore per notte), con la pioggia, col vento, di notte e con tutti e tre insieme.
    Qui il mio lavoro era di dare da mangiare a 600 mucche (e sono tante) e l’ ho dovuto imparare in 2 giorni dopodichè ho potuto conoscere meglio il capo anche chiamato “il generale nazista isterico” che mi cambiava le cose ogni giorno, mi urlava contro e fondamentalmente mi ha usato come discarica dove scaricare i problemi che non riusciva a risolvere (così con me come con gli altri).
    Dopo aver rischiato la vita parecchie volte (tutto in collina porca miseria) alla fine la mia corda si è spezzata e, non credevo, ma non mai stato così sollevato di essere licenziato.

Ora per il momento sono ancora qua a Simpson (sono nelle 2 settimane di preavviso), girando come uno zombie in cerca di qualcosa da fare e giocando al lancio del curriculum in attesa del prossimo passo.

Damn I’m frustated.

Manu’s Out.

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